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Ho sposato mia madre

Domenico Costanzo in questa straordinaria commedia affronta un altro tema sociale delicato, ovvero la malattia di Alzheimer.

Intervista a Domenico Costanzo ….

…….Questo è il film che non avrei mai voluto fare, oppure mi spiego meglio, è il film che mai mi sarei immaginato di realizzare da quando ho iniziato ad interessarmi di cinema, perché racconto in chiave autobiografica di un evento doloroso che mi ha sconvolto la vita, e cioè della malattia di mia madre, la donna che amo di più al mondo e con la quale ho condiviso tutto.

La mia speranza è che questo film possa arrivare al cuore delle persone, sensibilizzarle e cercar di far capir loro una realtà difficile e dolorosa per chi la vive, ogni giorno.

L’Alzheimer è una malattia che si, colpisce in primo luogo chi ne soffre, ma anche gli chi gli sta intorno.

E’ una malattia terribile che ti porta via gli affetti, i ricordi, la vita passata presente e futura, per quanta ne possa rimanere; ti svuota gli occhi, oltre che la mente.

E in tutto questo molto spesso i familiari abbandonano il malato, che vedendolo sempre più assente si convincono che sia oramai finita.

Nel film ho voluto mettere in evidenza che non è proprio cosi’, si è vero che l’Alzheimer ti può portare via la luce dagli occhi… ma non dal cuore, fino a che esso batte.

Perché in fondo al cuore di ognuno di noi, quella “luce” rimane sempre, anche se debole e quasi impercettibile.

E questa luce si può sentirla solo con l’Amore, ed è solo con l’Amore che si può affrontare un po’ meglio lo strazio ed il dolore di questa malattia.

Donare tutto l’Amore possibile, fino alla fine…perché questa è l’unica cura, e può alleviare il dolore sia di chi sta intorno al malato, che il malato stesso… che lo percepisce nel profondo della sua anima, che è più attenta e vigile di quanto si pensi…perché l’amore profondo, l’affetto, è la base di tutto, alla base di tutto.

Breve trama del film

Saverio, scopre che la sua amata madre: Rosa, è affetta dalla sindrome di Alzheimer. Turbato da questo, decide di portarla a casa sua, ma per problemi familiari che insorgono, ben presto si vede costretto a portarla in una Residenza sanitaria assistita. Un giorno, scopre casualmente a casa della madre, delle lettere d’amore che suo padre le scriveva. Saverio le legge alla madre, e si accorge inaspettatamente che delle emozioni sopite risorgono prepotentemente in lei. Decide quindi insieme all’animatrice di rappresentarle in uno spettacolo. Queste lettere d’’amore attraverso il meccanismo della reminiscenza, “sconfiggeranno” almeno per un attimo la sindrome dell’alzheimer..ed il figlio Saverio, tramite queste, a sua volta ne avrà dei benefici, riscoprendo il significato della parola amore.

Gli attori Nicola Pecci e Rosanna Susini.

Un racconto di vita che descrive anche episodi autobiografici i quali sottolineano l’iniziale dolore che prova un figlio al momento della diagnosi, alla consapevolezza e accettazione della spiacevole verità,fino alla ricerca della conoscenza e dell’informazione, per potere comprendere al meglio quale strada di vita percorrere per aiutare e sostenere con amore il famigliare bisognoso.

Gli attori Nicola Pecci e Rosanna Susini sul set.

Ecco che, all’improvviso si presenta sul percorso una realtà che ci rende in parte impotenti, che accentua le nostre debolezze, ma che può essere anche un motivo per coltivare maggiormente i sentimenti che teniamo custoditi nell’anima, al fine di renderli disponibili a chi ha realmente bisogno di una mano, di un gesto umile, ricco di grande spiritualità e amore.

Gli attori Benedetta Rossi e Sergio Forconi.

Una malattia difficile da affrontare diventa una situazione che, per forza di cose, vede all’ orizzonte  l’amore per la propria madre che ci ha dato la vita.
Ciò fa si che si creino situazioni di ricordo,
immagini nella mente legate al giorno del matrimonio,
lettere d’amore straordinarie.
Con scene anche ironiche, alternate a situazioni emotivamente drammatiche questo film “lascia il segno” perché tocca il cuore, proietta lo spettatore coinvolto in una situazione di vita che non potrebbe mai escludere, o comunque lo conduce a riflettere sulla vita altrui, e su una malattia che scompensa improvvisamente la quotidianità come una tempesta che spazza via i ricordi, ma non quelli del cuore, in quanto le persone che ci hanno amato e ci amano con verità e puro amore sotto ogni forma, sono l’essenza, come l’amore, i buoni sentimenti e i gesti di bene  che curano l’anima.

Domenico Costanzo con Beatrice Ricci Bracco, direttore produzioni cinematografiche Film Industry

Gli attori Nicola Pecci e Alessandro Tassi sul set di “Ho sposato mia madre”

Gli attori Benedetta Rossi, Rosanna Susini e Nicola Pecci  sul set

PROTAGONISTI E RUOLO

Nicola Pecci – Saverio
Rosanna Susini – Rosa
Benedetta Rossi- Giulia
Monica Bauco – Anna
Sergio Forconi- Il generale
Alisea Batazzi – Giada
Viola Volpi- Alice
Luciano Casaredi – padre Anna
Alessandro Baccini- amante Anna
Lorenzo Provvedi- Padre Saverio
Fioralba Kraja –madre Saverio giovane

CAST TECNICO

Domenico Costanzo- Regista, sceneggiatore e montatore
Mark Melville – Dop
Paolo Catucci – Operatore
Beatrice Bracco- organizzatrice generale
Giovanni Puliafito- musica
Stefano Silvestri- collaboratore alla sceneggiatura
Paolo Squillantini- fonico
Gianni Del Popolo- Sound designer
Federica Baldinotti- assistente al montaggio
Giulia di Renzo – costumista
Andrea Varletti – scenografia
Annabella Dal Canto- capoattrezzista
Miriam Passalacqua- trucco